Al Bianconi è fiorito un albero


Al Bianconi è fiorito un albero che affonda le proprie radici in una storia lontana, segnata allora come ora, dal “bisogno grande ed estremo” di educazione, di formazione, di scuola nel senso più alto del termine.

Le radici portano il segno di una presenza, di un inizio, di una firma autorevole e santa, quella di Bartolomea Capitanio: per testimoniare la tua grandezza e per servire i fratelli.

L’albero è l’icona della continuità di una storia educativa e culturale contrassegnata dall’amore, dalla dedizione, dalla passione per i giovani.

C’è sempre qualcuno che, passando nel corridoio, si ferma, osserva, ammira: ex alunni, ormai mamme e papà, studenti piccoli e grandi, docenti.

L’albero è di forte impatto emotivo.

Chi desidera può ripercorrere la propria esperienza al Bianconi, può rivedere i propri compagni di classe, può ricostruire la propria crescita umana e culturale, può riappropriarsi di un “mondo”.

Gli appassionati di costume hanno modo di vedere l’evolversi dell’abbigliamento in un arco di tempo che va dal 1830 ai giorni nostri. E’ un documento notevole!

Le foto che compaiono tra le foglie documentano tale evoluzione di costume e dicono alle nuove generazioni che la loro presenza al Bianconi è il segno di una continuità formativa.

Ogni foto è la tappa di un cammino che parla dell’amicizia, del vivere insieme, dei giorni che passano, della crescita di ogni studente.

Le radici continuano a dare linfa all’albero rigoglioso. Anno dopo anno i rami si arricchiscono dei volti di bambini, ragazzi, giovani: la vita nel suo germogliare e fiorire e dare frutto.

Le stagioni che contraddistinguono lo scorrere del tempo non  si sono fermate: l’albero è sempre vivo, parla, pur nel silenzio, dell’operosità di molte persone che costruiscono, ora come allora, l’edificio della conoscenza e del sapere.

Un albero, una storia, tante vite: il Bianconi.

suor Mariagrazia Disarò