Costruisci la tua casa sulla roccia – Ottobre missionario


Costruisci la tua casa sulla roccia (Mt 7,24-27)

“Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande”. (Matteo 7,24-27)

Come già ai discepoli e alle folle assetate di pienezza e di bellezza, Gesù ha donato questa parabola anche ai bambini della scuola Primaria del Collegio Bianconi.

Tutte le classi si sono ritrovate insieme a riflettere su questa Parola che ci accompagnerà per l’intero anno scolastico e, chi sa, ci auguriamo per la vita. Sì, perché tutti cerchiamo la felicità e la pienezza della vita ma, a volte, magari senza nemmeno rendercene conto, inseguiamo ogni facile sentiero che sembra custodire promesse scintillanti di gioia per poi scoprire che era solo un miraggio. É l’esperienza che hanno fatto i bambini, i quali invitati ad trasformarsi in costruttori hanno dovuto scegliere dove costruire la propria casa: sulla roccia o sulla sabbia? Non sempre è facile distinguere tra un’occasione e una tentazione e infatti alcuni sono stati tentati dalla via più facile per poi scoprire che Gesù invita a costruire sulla roccia la propria vita.  L’attenzione di Gesù non è richiamata sulla bellezza o sulla grandezza della costruzione, ma sulle fondamenta. Le fondamenta non si vedono, non balzano all’occhio, nessuno le nota, eppure sono la parte più importante della casa. Sono esse a deciderne la stabilità e, quindi, il futuro. I bambini hanno intuito che così è anche nella loro vita. Sono le scelte maturate nel silenzio e nella preghiera, i tempi di ascolto davanti alla Parola, il discernimento nei momenti importanti della vita che costruiscono le fondamenta nascoste di ciò che poi è sotto gli occhi di tutti. La vita non si improvvisa, ma si costruisce in silenzio, con fatica e senza fare troppo rumore. I gesti di solidarietà, grandi o piccoli che siano, non spuntano dal mattino alla sera, ma hanno alle spalle tempi nascosti di maturazione e pertanto i bambini hanno capito che l’impegno dell’ottobre missionario non chiede solo di farsi aiutare dai genitori ad aiutare la scuola di Arquata, ma richiede un piccolo impegno personale, una piccola rinuncia a qualcosa di personale per aiutare l’altro. Questo vuol dire costruire sulla Roccia che è Gesù.

Grazie ai bambini e alle loro famiglie che ci hanno permesso di dare il nostro piccolo mattone per ricostruire la scuola di Arquata e un grosso ABBRACCIO ai bambini di Arquata che stanno ancora vivendo nella paura e nella dispersione.

Non siete soli! Tutti i bambini e la comunità educante del Collegio Bianconi vi porta nel cuore e non vi lascia!

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