Dall’Oasi della Misericordia all’Oasi della Luce


 

 

Le porte, quelle che erano state aperte per essere varcate, sono state tutte chiuse. L’ultima porta rimasta aperta, quella della Basilica di San Pietro, ha chiuso i battenti pochi giorni fa: ha annunciato al mondo che il Giubileo della Misericordia è terminato.

Eppure Dio è ancora tutto curvo su noi e ci sussurra: “Sei tenebra, ma io ti mando il sole”.

Lo ha detto e ripetuto Papa Francesco: la misericordia di Dio è come il sole, “noi guardiamo il cielo, tante stelle, tante stelle; ma quando viene il sole, al mattino, con tanta luce, le stelle non si vedono. E ancora: “La misericordia di Dio” è “una grande luce di amore, di tenerezza” che rende possibile ricevere la “carezza” di Dio, poiché “Dio perdona non con un decreto, ma carezzando le nostre ferite del peccato“.

Noi desideriamo ricevere quella carezza continuando a camminare sulla strada tracciata per noi da Gesù. Perciò chi entra in questi giorni al Collegio Bianconi trova sul pavimento delle orme dorate dei più piccoli e quelle argentate dei più grandi, compresi i docenti; queste orme portano scritto il nome degli alunni che frequentano la scuola. Le orme partono dalle due portinerie della scuola: via Quintino Sella e via Torneamento per convergere verso l’Oasi della Luce. Tutto è predisposto perché ci sia l’attesa di arrivare lì e, quando si arriva si è colti dallo stupore di vedere, dentro una luce soffusa un’intera parete coperta da numeri: sono i giorni che ci separano dal Natale. Ogni giorno una classe scende nell’Oasi e, dopo un breve momento di preghiera, stacca un numero; ad oggi, si intravedono dei particolari del quadro che gradualmente rivela quello che sta sotto. Lo stupore prende anche noi, adulti, mentre osserviamo i bambini che ammirano con occhi incantati la bellezza che sta davanti a loro e che traspare dal loro sguardo pulito.

Sotto quei numeri, a breve, si vedrà L’Adorazione del Bambino di Gherardo delle Notti.

Come non pensare a Papa Benedetto quando esortava le comunità ad essere oasi di bellezza, di pace, di accoglienza che favoriscano l’incontro con Dio e la comunione con i fratelli e le sorelle. L’esperienza del Bello libera il quotidiano dall’oscurità e lo trasfigura per renderlo luminoso e bello. Tutti allora siamo chiamati a far brillare la bellezza, perché siamo tutti custodi della bellezza.

E mentre fuori, nel cuore della città compaiono le prime luci del Natale; nei negozi, nelle strade, nelle case si accendono bagliori, qui dentro al Bianconi brillano, a terra, le orme dorate e argentate e soprattutto brillano gli occhi per lo stupore e per la commozione. Chi cammina verso l’oasi della luce riceve quella carezza di vita che solo Gesù può dare.

suor Mariagrazia Disarò

 

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Ecco il mistero che si nasconde sotto i numeri: l’Adorazione del Bambino di Gherardo delle Notti

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