Osservatorio: l’appuntamento con Descalzi


 

Ecologia, ambiente ed effetto serra. Questi i temi dell’ultimo incontro a Firenze, fra i ragazzi di quinta del liceo linguistico – che partecipano al progetto “Il Quotidiano in Classe” – e Andrea Ceccherini dell’Osservatorio permanente giovani editori. Ospite di lusso: Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni. Una presentazione iniziale, mediata dal direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, ha permesso di focalizzare gli argomenti. E la domanda che tutti si aspettavano è arrivata quasi subito: che relazione c’è fra effetto serra e attività antropiche?

Descalzi ha preso la parola indicando la responsabilità dell’uomo nel surriscaldamento globale, e biasimando il comportamento di chi ancora crede che la nostra specie non stia influenzando il clima. Ma non sono emersi numeri concreti che potessero scardinare ogni dubbio. Qualche professore partecipante al convegno ha storto il naso. Probabilmente una risposta certa non ce l’ha nessuno: “Eppure nel passato ci sono stati altrettanti mutamenti ambientali”, ha fatto presente un ragazzo. “L’uomo potrebbe essere solo un capro espiatorio”. Descalzi ha ribattuto prendendo in considerazione il lavoro della propria azienda: “Non avremmo motivo di confermare un fenomeno che, paradossalmente, ci vede coinvolti in prima persona. Tutti dobbiamo ammettere la responsabilità umana nel cambiamento climatico in atto”.

Le domande più pungenti sono arrivate alla fine: “Perché l’Eni è l’unica struttura a operare in Libia?”. L’allusione a un Paese compromesso dalla guerra e da gestioni governative non sempre trasparenti, è stata chiara per tutti. Ma Descalzi non si è fatto trovare impreparato: “Evidentemente s’è instaurata una relazione simbiotica fra noi e il paese africano”. Gli interessi, dunque, sono reciproci. Descalzi alla fine dell’incontro è sceso fra il pubblico accolto come un personaggio del mondo dello spettacolo. S’è concesso a vari selfie e ha scherzato con alcuni studenti sulla sua “veneranda” età; sostenendo la necessità del dialogo intergenerazionale, ma consapevole delle difficoltà che spesso incorrono nel rapporto con i più giovani.“Parliamo un linguaggio diverso, ma non vuol dire non avere la possibilità di incontrarci e confrontarci”.

L’Osservatorio risale al 2000. Ceccherini lo ha fondato con Cesare Romiti e Andrea Riffeser Monti. Oggi collabora con sedici giornali nazionali, ventidue fondazioni di origine bancaria e 45mila insegnanti della scuole secondarie superiori. Il Collegio Bianconi è stato coinvolto nelle iniziative della struttura grazie alla passione e all’interessamento di suor Mariagrazia Disarò, insegnante di italiano al liceo linguistico, che incontriamo subito dopo il convegno fiorentino.

suor Mariagrazia, ancora una volta si è rivelata una bella esperienza.

Mi fa piacere. Sono contenta che il nostro rapporto con l’Osservatorio continui in modo collaborativo e costruttivo.

Com’è iniziato il dialogo con il Presidente dell’Osservatorio, Andrea Ceccherini?

La storia dell’Osservatorio risale al 2000. Io mi trovavo a Treviglio. Arrivò una mail che spiegava l’iniziativa del quotidiano in classe. L’abbiamo accolta subito.

E qui al Bianconi?

Sono arrivata nel 2006. C’era già il quotidiano in classe; e per me è stato un piacere poter contribuire ad un ulteriore affiatamento fra noi e l’Osservatorio.

A Firenze l’aspettavano.

Dico sempre “largo ai giovani”. Ma prima o poi ci sarà l’occasione di un incontro, magari a Milano.

Abbiamo avuto l’impressione di avere a che fare con un abile politico

Andrea Ceccherini nasce per la sua effettiva attenzione al mondo politico con la voglia di contribuire a cambiare il mondo, nella profonda convinzione che questo cambiamento deve partire dai giovani.

Come?

La Mission è chiara: Aiutare i giovani di oggi a diventare i cittadini di domani sviluppando, anche grazie alla lettura critica e alla consultazione dell’informazione di qualità, quello spirito critico che rende l’uomo libero.

Impossibile fare tutto da solo.

Con lui infatti lavora una squadra di professionisti. E poi ci sono dei soci. E ha avuto l’appoggio di vari sponsor.

Com’è andata?

Gli hanno dato fiducia e oggi può raccogliere dei risultati lusinghieri.

In effetti nel mondo dell’Osservatorio ruotano molti personaggi di spessore. L’ultima volta ci sono stati Descalzi e il direttore del Corriere della Sera, Fontana.

È così che deve essere. E non dimentichiamo l’incontro con il presidente Mattarella.

Il 27 novembre del 2015.

Ero con una studentessa di V B, Letizia Travaglino. Siamo state invitate in occasione, del quindicesimo anniversario di attività dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori. Era presente tutta la squadra dell’Osservatorio e una piccola delegazione di studenti e docenti de “Il Quotidiano in Classe” per celebrare questo nuovo traguardo dell’Associazione.

A parte quest’ultimo appuntamento di ecologia, di cosa si sono occupati gli ultimi incontri?

A maggio e a ottobre erano incentrati sul mondo economico e finanziario; più recentemente a La Spezia c’è stato il Convegno Cittadinanza inFormazione.

Il futuro?

Mi sembra importante tessere relazioni e cogliere le occasioni per rinsaldare i legami. Alle volte basta una mail, un messaggio di augurio, un grazie per il lavoro che l’Osservatorio compie per la crescita culturale dei ragazzi. E in seconda battuta pensare che il futuro è già in questo impegno che vede coinvolti nel Progetto 16 testate giornalistiche; 22 fondazioni d’origine bancaria; 8 grandi aziende; oltre 45.000 insegnanti delle scuole secondarie superiori e il coinvolgimento di 2.094.861 studenti italiani d’età compresa tra i 14 e i 18 anni. Ce n’è abbastanza per dire grazie.

Prossime tappe?

Vedremo, di sicuro a primavera avremo qualche nuovo appuntamento a Firenze.

Gianluca Grossi