Una sosta rigenerante


 

Il Bianconi vive un mercoledì carico di avvenimenti e di attesa della pausa pasquale. Ma intanto c’è in tutti un pulsare di vita. Alcune classi della scuola primaria stanno vivendo, nel giardino la Via crucis: arriva l’eco del loro canto; in un salone all’interno dell’edificio, anche i bambini della scuola dell’infanzia vivono la loro esperienza di preghiera. I ragazzi della scuola media si ritroveranno a considerare gli avvenimenti che segnano l’inizio del triduo pasquale. La comunità educante ha già vissuto il momento di preparazione alla Pasqua. La comunità religiosa ha fatto esperienza di perdono nella celebrazione comunitaria della penitenza. Quante esperienze di vita si intrecciano in una scuola! Oggi, tuttavia, mi voglio soffermare sul momento di preghiera che i ragazzi del Liceo hanno vissuto insieme ai loro insegnanti. La preghiera è stata preparata con cura dalla commissione spiritualità e proposta con coraggio a tutti gli studenti. Ho usato la parola coraggio perché, in questi tempi di dispersione e di comunicazione liquida, bisogna osare una misura alta della vita cristiana anche tra i banchi di scuola. L’appuntamento di questa mattina nel salone polifunzionale è stato preceduto, nei giorni scorsi, dalle confessioni. Sono molti i ragazzi che chiedono di accostarsi al sacramento della riconciliazione facendo esperienza di quello che Papa Francesco ha detto: “Dio ci comprende anche nei nostri limiti, ci comprende anche nelle nostre contraddizioni. Non solo, Egli con il suo amore ci dice che proprio quando riconosciamo i nostri peccati ci è ancora più vicino e ci sprona a guardare avanti. Dice di più: che quando riconosciamo i nostri peccati e chiediamo perdono, c’è festa nel Cielo. Gesù fa festa: questa è la Sua misericordia”. I nostri studenti, oggi, stanno vivendo questa bella realtà.

L’introduzione crea, da subito, un silenzio surreale. Sullo schermo è proiettata La Trinità di Masaccio. Tutti siamo chiamati a contemplare Gesù che ci ama personalmente, infatti siamo i destinatari dell’amore che salva. Anche Bartolomea Capitanio era cosciente di questo Amore, così pieno, profondo, concreto; riconosceva di averlo ricevuto nella sua famiglia, nell’educazione che le avevano dato le suore clarisse, nei sacramenti, nelle amicizie, nella sua storia personale. Ecco perché poteva dire che l’Amore del Padre non veniva mai meno nonostante e dentro le sue chiusure le sue freddezze, la sua indifferenza e il suo peccato: Temo nulla perché sono nelle mani di un Dio che mi ama da Padre. Anche per noi è cosi.

I testi vengono proiettati sullo schermo, ma i ragazzi possono leggerli dal loro tablet; qualcuno ha tra le mani la copia cartacea. Leggono, ascoltano, pregano. Sembra di essere in una immensa aula trasformata in cappella. Oggi in cattedra è salito Gesù crocifisso. La sua è una lezione magistrale. Per entrare in ascolto della sua parola è necessario in silenzio che si trasforma in preghiera. Le nostre voci si intrecciano, i nostri silenzi sono condivisi, le nostre fragilità sono trasformate dall’amore. E mentre il tempo scorre verso la conclusione di questa sosta rigenerante provo commozione perché i nostri ragazzi, oggi, hanno fatto esperienza che, anche dentro la scuola, ci può essere uno spazio per l’incontro con l’unico vero Maestro che parla da una insolita cattedra: la croce, la più fragorosa parola di Dio all’umanità. E davanti al crocifisso possiamo ripetere con Papa Francesco: “Con Te niente è perduto. Con Te posso sempre sperare. Tu sei la mia speranza”.

Ora i ragazzi della commissione spiritualità consegnano agli studenti e agli insegnanti un post tascabile su cui è riportato un testo di Papa Francesco. A me è toccato questo, che volentieri condivido:

Cari fratelli e sorelle, Cristo è risorto! E noi abbiamo la possibilità di aprirci e ricevere il suo dono di speranza. Apriamoci alla speranza e mettiamoci in cammino; la memoria delle sue opere e delle sue parole sia luce sfolgorante, che orienta i nostri passi nella fiducia, verso quella Pasqua che non avrà fine.

suor Mariagrazia Disarò