Dalla e De Gregori, canzoni per le strade tra la gente


.

Le stelle, la luna, il mare nei nostri occhi

Non c’è modo migliore di raccontare un autore, se non permettendo all’autore stesso di presentarsi attraverso le sue parole e le sue melodie.

Così venerdì 24 novembre si è tenuto il secondo incontro del Caffè Letterario. Questa volta nell’aria ovattata ma elettrica del Salone Teatro, sono risuonate le note di due principi della canzone d’autore italiana: Lucio Dalla e Francesco de Gregori, gli autori che entrarono nella scena musicale dell’epoca e che ne ruppero gli schemi.

I professori Sartori, Grossi, Tangorra, G. Bambina e P.G. Bambina hanno diretto con grande passione, capacità ed entusiasmo l’appuntamento con i due grandi capisaldi del cantautorato italiano. Come il primo con Bob Dylan, anche quest’incontro ha avuto un responso molto positivo: il pubblico non consisteva solo di molti giovani del liceo e delle medie, ma anche di numerosi adulti.

Se la generazione di questi ultimi è stata, però, accompagnata anno dopo anno da queste canzoni e questa serata è stata l’opportunità per rivivere alcuni ricordi, per i più giovani del pubblico è stata una vera e propria scoperta; questa serata di novembre è diventata una possibilità per conoscere ed amare due autori fuori dalla loro epoca e dal loro contesto, riuscendo così ad apprezzare le loro opere a pieno, distaccate dal personaggio.

La scelta dei professori di presentare alcuni dei testi meno noti degli artisti, in particolare della discografia più matura tra gli anni ’70 e ’80, ha fatto sì che gli autori si mostrassero nelle loro sfumature più nascoste, intime ed allo stesso tempo più delicate. Ogni brano era preceduto da una breve introduzione, fondamentale per contestualizzare il pezzo e comprendere a pieno anche i brani apparentemente più criptici.

Grazie ai testi ricchi di magia, di spontaneità e di delicatezza dei due autori, ogni spettatore non ha potuto fare altro che abbandonarsi alla dolcezza e all’emozione delle melodie e lasciarsi trasportare e guidare dall’entusiasmo dei professori. È stato inevitabile, che ogni cantante o membro del pubblico venisse toccato dalla forte sensibilità e trasporto dei brani.

Come afferma Dalla rivolto al pubblico “dovete chiudere gli occhi e immaginare quello che volete, dato che io ho già immaginato quello che volevo scrivendo la canzone”. In questo modo ogni ascoltatore mosso dalla canzone, sia giovane che adulto, è libero di filtrare il brano secondo la propria sensibilità, le proprie emozioni e le proprie esperienze, instaurando un vero dialogo con l’artista.

I professori a riguardo, con grande capacità, hanno raccontato con altrettanta magia e stupore la realtà quotidiana, le piccole cose e le emozioni più umane cantate da De Gregori e Dalla.

La grande elettricità e coinvolgimento hanno trovato apice in una potente Generale in conclusione alla serata. Quest’appuntamento non solo è stato occasione di incontro con le sfaccettature più nascoste dei due compagni di viaggio, ma anche un’opportunità per appassionarsi ad una realtà musicale diversa. Essa è una realtà composta nel passato, ma che sempre riuscirà ad appartenere al presente.

Grazie alla musica di Lucio Dalla e Francesco de Gregori, ogni ascoltatore è potuto tornare a casa avendo nel cuore e negli occhi le stelle, la luna ed il mare, che così intensamente vivono nei testi dei due autori.

Isabella Rossi V B