Oasi della luce


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Dall’oasi della misericordia all’oasi della luce

Il viandante che in questi giorni passa dal Bianconi ha il volto dei bambini, dei ragazzi, dei giovani, degli insegnanti e dei genitori. La sosta dopo tre mesi di intensa attività didattica è d’obbligo; qui è possibile sostare perché c’è un’oasi di luce che avvolge chi arriva e desidera anticipare l’armonia del Natale. Il colore dominante è il blu del cielo, il blu intenso del mare sulla cui superficie è adagiata una barca e delle reti che esprimono il concetto educativo e formativo del cammino scolastico: Prendere il largo.

I viandanti si fermano e che cosa vedono oltre il cielo, il mare, le reti, una barca? Vedono Maria, Giuseppe e Gesù dentro quella barca che simboleggia la vita di ogni persona, ma anche il pulsare della vita di una famiglia, di una comunità educante che guarda a Gesù e trova in Lui la rotta da seguire per non essere travolta dalle burrasche della vita stessa.

Dal mare affiorano alcune parole che diventano il cemento di una comunità: ascolto, collaborazione, fiducia, responsabilità, rispetto. Adagiata sulla sabbia c’è una conchiglia che contiene tanti cartoncini colorati sui quali c’è scritta una di quelle parole. Chi desidera prende un messaggio-parola da custodire e vivere in famiglia e nei luoghi di lavoro.

In questi giorni, al mattino, l’oasi di luce è diventata la meta di tante classi che si sono alternate per vivere un momento di preghiera, riprendere fiato e forza per il cammino della vita.

Nel pomeriggio, invece, i bambini più piccoli, prima di andare a casa, hanno accompagnato per mano i genitori; qui si sono messi a cantare le nenie di Natale: un pezzo di paradiso è sceso sulla terra e ha trovato posto in questa oasi di luce.

Chi si ferma è attratto dalla bellezza di questo angolo spirituale, ma soprattutto dallo sguardo incantato dei bambini e dello stupore dei loro genitori: è una meraviglia che toglie la parola.

suor Mariagrazia Disarò