La nave “Bianconi” è pronta a solcare il mare del nuovo anno scolastico.


“La verità si esprime in amore e l’amore fiorisce in bellezza” (Pavel Florenskji).

Impossibile non scorgere un riflesso di verità e bellezza nel variopinto momento di preghiera di tutta la comunità educante nel cortile del Collegio Bianconi.
Dai candidi grembiuli della scuola dell’infanzia agli sguardi curiosi e spensierati dei ragazzi delle medie, passando per i sorrisi sinceri delle elementari e la vitale esuberanza dei liceali.
Tutti riuniti insieme per guardare negli occhi il proprio compagno in vista dell’anno scolastico appena iniziato.

Colori, età, e cuori diversi, ma tutti con lo stesso desiderio di bellezza, la stessa sete di verità.

Nessuno è stato lasciato indietro.

Nei saluti della superiora sr Marilena è con chiarezza emerso questo.

Anche i responsabili della mensa scolastica, le persone che si occupano delle segreterie, delle portinerie, e le assistenti ai vari settori (un tempo definite ‘bidelle’) gli insegnanti sono stati ricordati con un applauso scrosciante: segno evidente di un’affezione e di una familiarità che rendono questa scuola un centro di formazione dei cuori prima che delle menti.

Dopo i canti dei bambini della scuola elementare, alcuni insegnanti hanno presentato il tema di riferimento per ogni ciclo d’istruzione: il viaggio, declinato secondo le esigenze di ogni settore.

Il tema del viaggio calza perfettamente con la realtà del Collegio Bianconi.

Un equipaggio variegato e tanto vivace ma che ha ben presente l’approdo, il punto sulla mappa a cui tendere.

Col vento in poppa da quasi un secolo, la nave “Bianconi” è pronta a solcare il mare anche quest’anno con la certezza di avere sempre un porto sicuro nel quale attraccare.

Con la preghiera del Padre nostro si è concluso questo momento comunitario, vissuto all’aperto, quasi una macchia di colore sotto un cielo terso.

Negli sguardi di tutti era chiaro il desiderio di affidarsi a Colui che è in grado di rendere la vita bella e piena. Quel Qualcuno in grado di farsi riconoscere nel prossimo: nel compagno di banco così come nell’alunno davanti alla cattedra.

Prof. Leoni Costantino

Docente di lettere alla Scuola secondaria di 1° e 2° grado