«Crisi dei valori del ‘900»: cronistoria del convegno


 

Un po’ di cronistoria è d’obbligo per dire la motivazione della scelta di dedicare una giornata per interrogarci sulla crisi di identità che investe l’uomo e che lo rende insicuro di fronte alle grandi domande della vita: chi sono, da dove vengo, dove vado.

Da qui è partita l’idea di organizzare un convegno di carattere culturale per le classi quinte del Liceo Linguistico Bianconi; essa è nata dall’esigenza di alcuni docenti che, dopo aver vissuto l’esperienza degli Esami di Stato, hanno pensato di mettere a fuoco un argomento che potesse coinvolgere più discipline intorno ad un tema di grande portata storica: La crisi dei valori nel passaggio tra l’800 e il ‘900.

Alla ripresa dell’anno scolastico ha preso corpo la convinzione del valore della proposta per cui i docenti si sono messi all’opera e hanno costruito una giornata all’insegna della collaborazione sinergica facendo parlare le diverse discipline: una scommessa culturale che, siamo certi, darà buoni frutti.

Siamo giunti, attraverso queste tappe, a venerdì 12 ottobre 2018.

Breve introduzione ai lavori.

Nel periodo compreso tra fine Ottocento e inizio Novecento si verifica una vera e propria rivoluzione che colpisce i più diversi campi del sapere e sancisce il passaggio dall’uomo moderno all’ uomo contemporaneo. Questa svolta epocale può essere definita “crisi delle certezze dell’uomo”, perché vengono messi in discussione tutti i valori della ragione classica: non si crede più a un mondo necessario, alla centralità dell’uomo, all’ esistenza di una verità assoluta, unica e conoscibile. La cultura della crisi sostituisce a questo insieme di valori una molteplicità di prospettive, una pluralità di punti di vista, cioè si entra nell’ambito di un totale relativismo. Il passaggio a questa nuova epoca è molto repentino perché coinvolge ogni tipo di indagine dell’uomo, sulla realtà e su se stesso; questi passaggi minano alle fondamenta le conoscenze precedenti. In sintesi l’uomo si sente smarrito e cerca quelle risposte a cui la scienza non aveva saputo rispondere.

In campo letterario questa profonda crisi si concretizza nel Decadentismo. Con questo termine si definiscono tutti quei movimenti artistici e letterari sviluppatisi in Europa a partire dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli inizi del XX secolo che si contrappongono dialetticamente alla razionalità del positivismo scientifico.

Possiamo sintetizzare lo smarrimento dell’uomo del ‘900 nel quadro di Edvard Munch, L’urlo, 1885 attraverso il quale il pittore ha espresso il male di vivere. Visivamente è chiaro il crollo delle certezze dell’uomo universale.

800px-The_ScreamCamminavo lungo la strada con due amici
quando il sole tramontò
il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue
mi fermai, mi appoggiai stanco morto a un recinto
sul fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco
i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura
e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.

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