La Giornata della memoria


Insieme per la “Giornata della memoria” (28 gennaio 2019)

Ieri, 27 gennaio, in tante città è stata celebrata la giornata della memoria affinchè nessuno dimentichi e gli orrori non si ripetano… Siamo chiamati tutti a preservare la memoria, perché, solo attraverso la reale conoscenza dei fatti, delle testimonianze lasciate da chi ci ha preceduto, e facendo i conti con il periodo buio delle leggi razziali, delle deportazioni e della repressione fascista si può realmente scongiurare il pericolo che quei fenomeni aberranti si ripropongano”. Oggi vogliamo, insieme, aiutarci a ricordare, a sostenerci nella speranza con l’impegno e la preghiera …

Guida: Ascoltiamo una riflessione tratta dal libro “Il silenzio dei vivi” di Elisa Springer (una sopravvissuta del lager di Auschwitz):

1^ voce: Ho risentito, nel silenzio assoluto di oggi, le voci e le invocazioni di ieri. Ho capito che non bastano cinquant’anni per cancellare il ricordo di un crimine così grande. E’ necessario che i giovani sappiano, capiscano e comprendano: è l’unico modo per sperare che quell’indicibile orrore non si ripeta, è l’unico modo per farci uscire dall’oscurità… Un fiore, solo un fiore piantino per ogni lacrima che cadrà dai loro cuori. Saranno loro, i fiori di quel deserto e lì, in silenzio, comprenderanno perché tanti milioni di innocenti, sono nati solo per morire.

silenzio…

Guida: Un racconto ci aiuta ora a comprendere il valore della speranza

LE QUATTRO CANDELE

Narratore: Le quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente. Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva ascoltare la loro conversazione.

1^ voce: La prima diceva: “IO SONO LA PACE, ma gli uomini non mi vogliono: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!” Così fu e, a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.

2^ voce: La seconda disse: “IO SONO LA FEDE purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me, non ha senso che io resti accesa”.

Narratore: Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.

3^ voce: Molto triste, la terza candela a sua volta disse: “IO SONO L’AMORE, non ho la forza per continuare a rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Troppe volte preferiscono odiare!” E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.

Narratore: …Un bimbo in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente. “Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!”. E così dicendo scoppiò in lacrime. Allora la quarta candela, impietositasi disse:

4^ voce: “Non temere, non piangere: finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: IO SONO LA SPERANZA”. Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.

Narratore: CHE NON SI SPENGA MAI LA SPERANZA DENTRO IL NOSTRO CUORE…

…e che ciascuno di noi possa essere lo strumento, come quel bimbo, capace in ogni momento di riaccendere con la sua SPERANZA, la FEDE, la PACE e l’AMORE.

Impegniamoci oggi a vivere illuminati dalla preghiera di san Francesco:

Oh Signore, fa di me uno strumento della tua pace. Dove è odio, fa che io porti l’amore.

Dove è offesa, che io porti il perdono. Dove è discordia, che io porti l’unione. 

Dove è dubbio, che io porti la fede.

Dove è errore, che io porti la verità.

Dove è disperazione, che io porti la speranza.

 

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