Dall’intervista all’articolo: cronisti per un giorno


I ragazzi di 2B della scuola secondaria di primo grado hanno partecipato al concorso Cronisti in classe.

La classe si è divisa in gruppi e ciascuno ha lavorato su un singolo aspetto: chi ha cercato informazioni, chi ha scritto l’articolo, chi ha pensato alle domande per l’intervista e poi l’ha scritta, chi ha scelto il titolo e l’occhiello, chi ha pensato e realizzato l’immagine da abbinare al testo.

 

Intervista a due giornalisti

La crisi dell’editoria vista da dentro

Gianluca Grossi e Costantino Leoni sono due giornalisti che lavorano anche come professori al Collegio Bianconi di Monza.

  • In che modo avverte la crisi dell’editoria?

Ricordo che quando ho iniziato a scrivere articoli lo facevo gratis, poi hanno iniziato a pagarmi ma poco (3,50 € ad articolo). Ormai è da diversi anni che faccio il giornalista ma lo stipendio non mi permette di mantenere la mia famiglia e per questo ho dovuto cercare un altro lavoro, quello di insegnante, da affiancare a questa mia passione.

  • Come stanno vivendo questo periodo di difficoltà i giornali italiani?

In effetti è un momento complicato, negli ultimi anni molte case giornalistiche non hanno più tante risorse da investire nella ricerca delle informazioni: infatti i giornalisti, per mancanza di fondi, si recano raramente sul posto di cui devono scrivere e il reperimento delle notizie risulta per loro più faticoso. Alcune testate minori, invece, sopravvivono concentrandosi sulla specificità delle notizie, relative ad ambiti particolari come ad esempio quello scientifico.

  • Per lei è una buona cosa che i social stiano sostituendo i giornali?

È qualcosa di inevitabile e che non possiamo impedire, ma ciò può nascondere dei rischi: infatti grazie ai social siamo tutti possibili giornalisti e ciò potrebbe andare a discapito della qualità dell’articolo e delle informazioni che possono essere anche false o imprecise.

  • Cosa consiglia ai giovani che vogliono diventare giornalisti?

Oggi fare il giornalista è difficile, ma è giusto coltivare questo sogno. A chi vuole intraprendere questa carriera consiglio di imparare bene l’italiano, ma può essere utile conoscere anche altre lingue per lavorare all’estero. Esistono alcune scuole di giornalismo valide, ma ciò che veramente conta è l’esperienza sul campo e la curiosità: queste due cose non devono mai mancare a un bravo giornalista.

 

Il funerale dell’editoria

Giornali in crisi: i social sostituiscono il cartaceo

Foto articolo

Le vendite dei giornali si sono dimezzate rispetto a vent’anni fa a causa dell’aumento dell’utilizzo dei social network e di internet.Oggi molti quotidiani sono in difficoltà e spesso il ricavato non basta per pagare il salario a tutti coloro che lavorano in redazione. La crisi che oggi colpisce la stampa, come altri mezzi tradizionali, testimonia l’evoluzione che sta avvenendo nel mondo dell’informazione: è il web il mezzo più efficiente e capace di raggiungere un bacino d’utenza sempre più ampio.È tramite quest’ultimo infatti che ormai la maggior parte delle persone acquisisce informazioni a basso costo e in modo veloce. Come possono i giornali rispondere a tutto ciò? Si è provato a creare la versione on-line di alcuni quotidiani che danno la possibilità di scorrere i vari titoli, mentre per leggerli interamente bisogna pagare; ma anche questo tentativo non ha avuto molto successo. C’è anche un altro aspetto da prendere in considerazione, cioè che la crisi economica del 2008 non ha certo aumentato il numero dei lettori.Inoltre anche la pubblicità non utilizza più molto i buoni vecchi giornali per presentare i vari prodotti, ma preferisce avvalersi della televisione o di internet.Per fortuna, però, in Italia il numero degli anziani, che ancora leggono i giornali, è consistente: sono essi che danno una mano all’editoria comprando quotidiani per tenersi aggiornati sulla politica, sullo sport e sulle notizie di cronaca. La crisi della stampa deve far riflettere sul successo dei social che ormai vengono considerati indispensabili dagli adolescenti. Questa generazione è influenzata dalla tecnologia, vive in un mondo dove tutto ruota attorno ai telefoni cellulari e al web, tanto da non sentire più l’esigenza di leggere i giornali. Reperire le notizie dai social però nasconde dei rischi: infatti chiunque può pubblicare un articolo, anche chi non è un esperto o chi è poco qualificato, e ciò va a discapito della qualità dell’informazione, che non sempre risulta precisa o vera. Tuttavia internet ha i suoi vantaggi: è un modo per conoscere le notizie veloce, semplice e alla portata di tutti, basta usarlo nella maniera giusta controllando che tutte le informazioni che ricaviamo siano attendibili ed evitando di incappare in qualche fake news.

Foto classe 2B