Alle famiglie della Scuola Primaria


Carissime famiglie,

il prolungarsi dell’emergenza fa sorgere inevitabilmente tante domande e tante preoccupazioni per due o tre giorni è pensabile che la sosta sia stata accolta con felicità.Ma poi, a pensarci bene, tutti sentono che non è un gran guadagno restarsene a casa, non solo per le conseguenze a più livelli di questo coronavirus, ma, prima ancora, per la considerazione che la scuola è importante per noi e per voi, che la scuola vive di relazioni, è fatta di relazioni, è costruita su dinamiche di classe e di scuola che richiedono che ci si incontri, che ci si guardi negli occhi, che si condividano speranze, pensieri e anche sofferenze.
Perché la scuola è palestra di vita, è vita.
Che nessuna tecnologia didattica potrà mai soppiantare. Sì, oggi più di ieri, siamo tutti figli di queste tecnologie, ma poi la vita richiede un cuore che è fatto, come dicevamo, di sensibilità e di relazioni. Cioè di persone. Questa è la cosa che a noi manca di più:  poter stare con i nostri bambini.
Le altre domande che assillano noi come voi sono: riusciremo a finire il programma? Saremo in grado di finire l’anno? Ma la scuola finirà proprio l’8 giugno?
In questo periodo di incertezza è difficile anche per noi fare programmi, previsioni e pianificare in modo puntuale il resto delle attività dell’anno scolastico in corso. Lavorare e pensare dentro l’emergenza significa dunque anche procedere giorno per giorno. Non lasciamoci quindi sopraffare dall’ansia, dalla paura e dal fatto che sembra che non riusciamo a tenere tutto sotto controllo poiché solo con lucidità, impegno e perseveranza potremo attraversare e superare nella maniera più indolore questa emergenza.
Quello che vediamo in questi giorni è un corpo docenti sempre più affiatato non scoraggiato, ma impegnato su vari fronti per gestire al meglio la relazione educativa con i propri bambini e il relativo processo di insegnamento-apprendimento. Vedo maestri fortemente collaborativi e disposti a creare sinergie per favorire la circolazione delle buone prassi.
Da parte dei coordinatori ci sono tutto l’impegno e la disponibilità per creare le condizioni più favorevoli, perché la scuola resti per i bambini e le famiglie un punto di riferimento e continui a svolgere con passione e dedizione il ruolo e la funzione che ha mostrato in tutti questi anni. In questo modo, con la collaborazione di tutti, la necessaria pazienza e la fiducia nell’azione della scuola siamo convinti che, nonostante l’emergenza, si possa concludere nel modo più significativo possibile questo anno scolastico. Non va mai dimenticato che abbiamo un comune interesse: al centro del nostro lavoro c’è il bambino e la sua crescita personale e culturale.

L’ordinanza che ci tiene lontani fisicamente non può impedirci di sentirci vicini nella preghiera. La comunità delle suore vi ricorda quotidianamente nella preghiera.
I coordinatori e gli Insegnanti del Collegio Bianconi