Quarta settimana di Quaresima


4^ quaresima 

Scuole Secondarie Collegio Bianconi – Monza

  

QUARESIMA 2020 – quarta settimana

 

SOTTO LO STESSO CIELO … CON LO STESSO SGUARDO

 

Cari ragazzi e cari genitori, inizia la quarta settimana di quaresima. È un cammino abitato dal silenzio e segnato dalla preghiera che si fa intercessione per le situazioni di dolore e di sofferenza che molte famiglie stanno vivendo. La lontananza alla quale siamo costretti non ci impedisce di rinsaldare legami più forti e più sicuri. Siamo insieme e guardiamo con fiducia al domani perché il Signore della vita e della storia è con noi. Lui è la nostra speranza.

 

 

Senza titolofoto dal giardino del Collegio Bianconi

 

 

lunedì 23 marzo

Iniziamo INSIEME questa quarta settimana di quaresima pregando con le parole del nostro Arcivescovo, Mario Delpini

 

Preghiera per la nostra scuola

Padre di Gesù, Padre nostro, Padre di tutti,

benedici la nostra scuola, perché sia luogo di incontro, di cultura e di speranza. Il tuo Santo Spirito infonda ardore e sapienza,

perché quello che è vero, quello che è nobile,

quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode sia oggetto dei nostri pensieri.

Il tuo Spirito doni fortezza e gioia,

perché nessuno si fermi nella pigrizia e nella banalità, nessuno si perda d’animo, nessuno si senta solo, nessuno sciupi i suoi talenti.

Il tuo Spirito sia vento amico,

che spinga le giovani libertà a coraggiose navigazioni nel mare della vita. Padre, benedici tutti noi, docenti, studenti, personale,

perché, insieme, noi siamo benedizione per questa terra, per questa società. Amen.

 

martedì 24 marzo

 

Oggi, martedì, lasciamoci accompagnare dalla testimonianza di San Francesco di Assisi e dalla orazione di Santa Caterina da Siena, patroni d’Italia, esempi di vita luminosa e nostri intercessori.

 

Preghiamo per chi è chiamato a prendersi cura degli altri, per i medici e gli operatori sanitari, per chi è sopraffatto dalla stanchezza, per chi affronta con forza queste ore faticose.

 

San Francesco cominciò a predicare la penitenza, la sua parola era come fuoco bruciante, penetrava nell’intimo dei cuori, riempiendo tutti di ammirazione. […] Prima di comunicare la parola di Dio al popolo, augurava la pace, dicendo: «Il Signore vi dia la pace!» (2Ts 3,16). Questa pace egli annunciava sempre sinceramente a uomini e donne, a tutti quanti incontrava o venivano a lui. In questo modo otteneva spesso, con la grazia del Signore, di indurre i nemici della pace e della propria salvezza, a diventare essi stessi figli della pace e desiderosi della salvezza eterna. (Dalla Vita prima di Fra’ Tommaso da Celano, 23, FF 358-359)

 

O dolce amore! O eterna Trinità! Volgi l’occhio della tua misericordia sopra le tue creature. So che la misericordia ti è propria, dovunque io mi volgo non trovo altro;

e perciò io grido che tu faccia misericordia al mondo.

O eterno Dio, diremo che tu sei il dolce Dio nostro che non vuole altro che la nostra santificazione. Santa Caterina da Siena)

 

Senza titolofoto dal giardino del Collegio Bianconi

mercoledì 25 marzo – Annunciazione del Signore, Solennità 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà

 

dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.

 

Preghiamo questa mattina per tutte le nostre mamme: AVE MARIA …

 

giovedì 26 marzo

 Oggi, giovedì, lasciamoci accompagnare dalla testimonianza di San Francesco di Assisi e dalla orazione di Santa Caterina da Siena, patroni d’Italia, esempi di vita luminosa e nostri intercessori.

 

Preghiamo per i governanti e per chi è chiamato a prendere decisioni importanti per il bene di tutti. Preghiamo per i ricercatori scientifici.

 

San Francesco appariva a tutti come un uomo di un altro mondo… Sembrava davvero che una nuova luce fosse stata mandata in quel tempo dal cielo a dissipare le tenebre che avevano invaso la terra a tal punto che quasi più nessuno sapeva scorgere la via della salvezza… così in breve l’aspetto dell’intera regione si cambiò e divenne più ridente. È finita la lunga siccità, e nel campo cresce rigogliosa la messe. Anche la vigna incolta comincia a coprirsi di fiori profumati e a maturare, per grazia del Signore, i frutti soavi di bontà e di bene. Ovunque risuonano azioni di grazie e inni di lode. (Dalla Vita prima di Fra’ Tommaso da Celano, 36-37, FF 383-384)

 

Dio eterno, amore inestimabile! Nella tua luce ho visto la luce.

Tu, o Dio, sei somma ed eterna bontà, io morte e tu vita, io tenebre e tu luce, tu infinito e io finita, io inferma e tu medico.

Tu per ineffabile amore mi hai tratto da te, e attrai tutti noi a te per grazia.

(Santa Caterina da Siena)

venerdì 27 marzo

Oggi, quarto venerdì di quaresima, facciamo memoria della morte in croce di Gesù.

Guardando il Crocifisso ricordiamo tutti coloro che in ogni parte del mondo vivono situazioni di malattia, povertà, insicurezza. Il Signore faccia sentire loro la sua presenza anche attraverso le persone che li accudiscono, li aiutano materialmente e spiritualmente.

 

Anche noi vogliamo essere vicini a tutti loro con il nostro ricordo nella preghiera: PADRE NOSTRO …

Musica dai tetti


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C’è anche qualche bella notizia, di questi tempi, che è degna di essere raccontata.

L’altro giorno una famiglia del Liceo chiama la presidenza e, mentre il discorso prosegue, si sente della musica in sottofondo. Così l’interlocutrice spiega che il cantante è un nostro docente, il prof. Gabriele Bàmbina, che tutte le sere suona sul terrazzo di casa sua per il suo quartiere. E la famiglia, che abita poco distante, ringrazia.

Noi, siamo orgogliosi.

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Terza settimana di Quaresima – Preghiera del mattino per gli studenti delle Secondarie


3^ quaresima 

 

Scuole Secondarie Collegio Bianconi – Monza

 

 

QUARESIMA 2020 – terza settimana

 

 

SOTTO LO STESSO CIELO … CON LO STESSO SGUARDO

 

 

Cari ragazzi, iniziamo la terza settimana di quaresima. L’emergenza sanitaria ci costringe a raggiungervi, ancora una volta, attraverso i mezzi di comunicazione. In questa forzata lontananza desideriamo farvi sentire la PAROLA che dà luce, infonde speranza ed entra nelle nostre case e nella nostra vita per consolare e rinvigorire il nostro cammino quaresimale. Guardiamo avanti con fiducia: siamo sotto lo stesso cielo con lo sguardo rivolto verso l’alto e verso l’altro.

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Foto dal giardino del Collegio Bianconi

 

 

lunedì 16 marzo

Iniziamo INSIEME questa terza settimana di quaresima pregando con le parole che ci sono pervenute dall’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della Conferenza Episcopale Italiana.

PREGHIERA NEL TEMPO DELLA FRAGILITÀ

O Dio onnipotente ed eterno,

ristoro nella fatica, sostegno nella debolezza:

da Te tutte le creature ricevono energia, esistenza e vita.

Veniamo a Te per invocare la tua misericordia

poiché oggi conosciamo ancora la fragilità della condizione umana vivendo l’esperienza di una nuova epidemia virale.

Affidiamo a Te gli ammalati e le loro famiglie:

porta guarigione al loro corpo, alla loro mente e al loro spirito. Aiuta tutti i membri della società a svolgere il proprio compito e a rafforzare lo spirito di solidarietà tra di loro.

Sostieni e conforta i medici e gli operatori sanitari in prima linea

 

e tutti i curanti nel compimento del loro servizio.

Tu che sei fonte di ogni bene, benedici con abbondanza la famiglia umana, allontana da noi ogni male e dona una fede salda a tutti i cristiani.

Liberaci dall’epidemia che ci sta colpendo

affinché possiamo ri-tornare sereni alle nostre consuete occupazioni e lodarti e ringraziarti con cuore rinnovato.

In Te noi confidiamo e a Te innalziamo la nostra supplica perché Tu, o Padre, sei l’autore della vita,

e con il tuo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, in unità con lo Spirito Santo, vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Maria, salute degli infermi, prega per noi!

 

 

martedì 17 marzo

Il brano di vangelo che ci accompagnerà nella preghiera di questa settimana ci presenta un Gesù diverso rispetto a quanto abbiamo conosciuto la settimana scorsa.

Ascoltiamo il racconto dal vangelo di Luca (Lc 9, 51-56)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

L’espressione Gesù prese la ferma decisione viene tradotta dagli esegeti così: “Gesù indurì il suo volto”. L’evangelista Luca vuol sottolineare la risolutezza di Gesù nell’affrontare il viaggio verso Gerusalemme, luogo della sua passione, della sua morte e resurrezione.

Troviamo qui un volto di Gesù che non esprime amore, compassione, tenerezza, bensì un volto che esprime il suo proposito forte di andare avanti anche se è consapevole di incontrare delle difficoltà.

 

Questa mattina consideriamo questa espressione del volto di Cristo. Facciamo silenzio e chiediamogli di essere anche noi persone che sanno sostare e riflettere per non agire d’istinto ma scegliere in modo deciso la strada del bene, anche quando ci chiede un po’ di sacrificio.

Diciamo insieme: Gloria al Padre …

 

 

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foto dal giardino del Collegio Bianconi

mercoledì 18 marzo

 

Riprendiamo il versetto del vangelo di Luca su cui ci siamo soffermati ieri:

E Gesù prese la ferma decisione (et firmavit faciem suam) di mettersi in cammino verso Gerusalemme.

 

È un modo forte per dire che la decisione che è stata presa nel cuore è quella di perseguire fino in fondo nel cammino intrapreso; indica la concentrazione di chi si prepara a resistere alle difficoltà, alle opposizioni e alle violenze che la vita può riservargli.

Potremmo chiederci: con quale volto io sto guardando questo tempo di “segregazione forzata”? So assumere uno sguardo interiore, più profondo e trasparente che mi fa cogliere il senso delle cose che faccio e il valore delle persone che mi sono accanto, in famiglia?

 

Chiediamo a Dio Padre di rendere puro il nostro sguardo, di donarci la capacità di cogliere il bene che nasce in famiglia e nella società: quanta solidarietà è nata in questi giorni; quanti aiuti a favore di chi sta curando i malati!

Per loro preghiamo: Padre nostro …

 

 

giovedì 19 marzo – san Giuseppe sposo della B.V. Maria, Patrono della Chiesa universale, Solennità

 

In queste settimane di quaresima ci stiamo allenando nell’assumere uno sguardo sempre più attento alla realtà. La quaresima, il cui inizio ha coinciso con l’epidemia del coronavirus, ci chiama con più forza ad avere uno sguardo nuovo nei confronti delle cose; avendo più tempo per stare in casa, ci capita di rimanere quasi incantati nel vedere che la primavera ci dona i suoi colori e i suoi profumi.

Capita che ci accostiamo alla finestra col desiderio di guardare fuori. Quando mai abbiamo tempo di guardare fuori dalla finestra? Di solito è più facile che guardiamo lo smartphone …

 

Ringraziamo il Signore perché in questo tempo ci sta facendo capire come è importante gioire delle piccole cose, riconoscere quanto bene abbiamo ricevuto dai nostri famigliari e quanto ancora ne riceviamo. Preghiamo oggi in particolare per i nostri papà.

Diciamo insieme: Angelo di Dio …

 

 

venerdì 20 marzo

Oggi, terzo venerdì di quaresima, facciamo memoria della morte in croce di Gesù.

Guardando il Crocifisso ricordiamo oggi tutti gli italiani. Questo particolare tempo di prova e di emergenza ci ha fatto comprendere che non dobbiamo contare unicamente sulle nostre forze; l’amore potente del Cristo trasfigura ogni dolore e ci chiama ad amare Dio e i fratelli.

 

Oggi più che mai ci siamo resi conto che tutto riguarda tutti,

che la mia superficialità o il mio senso di responsabilità ricade sugli altri.

Ci siamo resi conto che non possiamo fondare la nostra sicurezza sul possesso delle cose, che il mio bisogno di accaparrare tutto per me è un limite

che il condividere quello che possiedo ha un effetto benefico sugli altri. Ci siamo resi conto che una telefonata al nonno,

un sorriso donato alla mamma, una videocall con l’amico fanno la differenza nel nostro vivere quotidiano …

Ci siamo resi conto che le persone valgono più delle cose!

 

Chiediamo a Maria, che è stata ai piedi della Croce, di aiutarci a fare tesoro di tutto quello che stiamo vivendo e che può diventare esperienza costruttiva per ciascuno: Ave Maria …

Da bullo a educatore


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Giovedì 20 febbraio 2020, appena in tempo prima del Coronavirus, è stato ospite del Liceo Bianconi Daniel Zaccaro che, nella settimana della legalità, ha portato ai ragazzi la sua esperienza.
Di seguito pubblichiamo due contributi sull’esperienza, uno della prof.ssa Elisabetta Chirico – nostra docente di diritto ed economia –, l’altro  di uno studente che ha scritto di getto queste righe.

 

***

 

27 anni. Cappellino in testa, jeans e un maglione che lascia intravedere qualche tatuaggio. In apparenza un ragazzo come tanti, ma non è così.
La sua è la storia di un cambiamento. Da rapinatore di banche e leader dei giovani del carcere minorile del Beccaria, ad educatore di professione.
Quando aveva 17 anni, Daniel viene arrestato e successivamente trasferito in diversi istituti penitenziari per cattiva condotta, sino a quando, a fronte di un ennesimo comportamento scorretto, l’educatrice Angela decide di metterlo alla prova. “Se sei così leader, se sei davvero un duro, vediamo se riesci a portare a termine un lavoro”. Invece che trasferire quel turbolento detenuto, Angela gli propone di lavorare all’interno del carcere. Per la prima volta qualcuno lo sfida davvero, ma senza usare il linguaggio della violenza e della prevaricazione.
Gli affida un vero lavoro, un incarico ambitissimo all’interno del carcere, qualcosa che solo chi si comporta bene riesce ad ottenere. Daniel è spiazzato. Finalmente un adulto che lo stupisce, che si guadagna il suo rispetto. Lo aspettava da tutta la vita. Daniel non mancherà mai un appuntamento al lavoro, non ritarderà mai di un minuto. Con il tempo si accorge di essere in grado anche di fare altro, oltre che alle rapine. Scopre il suo reale valore. Diceva il poeta Norwid: “la bellezza è per entusiasmare al lavoro, il lavoro è per risorgere”.
Ecco, la sua resurrezione inizia così, con un seme gettato all’interno di uno sterile carcere minorile, grazie alla fiducia di Angela e grazie ad un prete; Don Claudio Burgio, colui che “mi ha indovinato. Uno che ha chiamato per nome cose che solo io chiamavo così. Nessuno mi ha mai capito così”.
Si capisce che il rapporto con Don Claudio è stato ed è per lui decisivo. Ne parla come si parla di un padre, di uno che non ti aspettavi nemmeno che potesse esistere. Il sacerdote lo ha accolto nella sua comunità, Kayròs, e lo ha accompagnato in tutti questi anni, anche nei momenti di ricaduta, quando sembrava che fosse tutto perduto, anche quando, ormai maggiorenne, viene nuovamente arrestato.
La vita di Daniel è stata ricca di incontri con adulti che prima lo hanno deluso, che non lo hanno capito, che lo hanno illuso. Poi di nuovi adulti che lo hanno “indovinato”, che gli hanno voluto bene, che hanno scommesso su di lui. Angela, Don Claudio, Fiorella, insegnante che nel periodo di detenzione a San Vittore, riaccende in lui il desiderio di studiare e gli fa scoprire il valore della Curiosità, una spinta che lo porterà poi a laurearsi in Scienze della Formazione all’Università Cattolica. Adulti che lo hanno guardato, lo hanno affascinato, fatto sentire accolto e accompagnato passo dopo passo. Grazie a quel bene, dispiegatosi in tante modalità diverse, anche lui ha iniziato a volersene. Per questo si è messo in moto e ha iniziato a cambiare. In ogni occasione che gli si è presentata, Daniel ha scommesso tutto sè stesso, nel bene e nel male.
Ci tiene a provocare i ragazzi che incontra quando afferma che “Da soli non si può andare da nessuna parte. Chi pensa di farcela da solo sbaglierà”. Le sue parole non lasciano scampo a chi lo ascolta. Provocano e costringono chiunque ad un confronto immediato. Si vede che conosce la sofferenza, quella vera. Lo sanno bene i ragazzi, lo capiscono e lo ascoltano attoniti. Lui dice che “chi soffre ha delle possibilità in più”. Le sue parole nobilitano la sofferenza, parla di essa come di una risorsa, come una reale possibilità per comprendere meglio chi ci sta accanto, di essere simpatetici con l’altro.
Ci sentiamo di dire “grazie Daniel!”, perché ci hai insegnato che mettersi in gioco conviene sempre. Grazie perché hai lasciato che la tua corazza venisse scalfita da uno sguardo fino a farlo diventare il tuo stesso sguardo. Uno sguardo profondo, carico di sofferenza ma anche della speranza di cui la tua vita è segno.
Oggi restituisci a noi tutto quello che hai ricevuto e ci testimoni che, come ti piace dire, “chi si salva, salva”.

Prof.ssa Elisabetta Chirico
docente di diritto ed economia al Liceo Bianconi
volontaria presso le carceri di Bollate e di San Vittore

***

Oggi, giovedì 20 febbraio, io e la mia classe abbiamo incontrato Daniel, un ragazzo di 27 anni dal nome non così comune e dalla storia altrettanto singolare. È bastata mezz’ora per capire che tipo di ragazzo e di persona avevamo davanti. Mezz’ora in cui ci siamo immersi nella sua storia, attraverso la quale abbiamo appreso e approfondito aspetti che solitamente siamo abituati ad accantonare nel subconscio e che, se non fosse per momenti come questo, affronteremo raramente nella vita.
Mezz’ora in cui, attraverso i suoi occhi sinceri e in un certo senso vissuti nonostante abbia solo qualche anno più di noi, abbiamo avuto la fortuna l’occasione e il piacere di riflettere sul nostro vissuto e su un argomento in particolare: la libertà.
Certo, ad alcuni può risultare strano accostare questa parola dalle mille sfaccettature ad un ragazzo così giovane di cui non conosciamo il passato e che sappiamo avere avuto un trascorso da carcerato ma, vi assicuro, che le sue parole a riguardo sono state le più limpide, sincere e al contempo esaurienti che abbia mai sentito.

In poco tempo la domanda provocatoria da lui posta riguardo alla nostra concezione personale di libertà ha scatenato un breve dibattito estremamente interessante e costruttivo che, tra le altre cose, ha anche  alimentato la nostra coesione di gruppo classe e l’intensità del nostro legame comunitario.
Sono nati spunti interessanti come quello portato da una mia amica e compagna, la quale ha attinto dalla propria esperienza personale. Spunti che sono stati strumento per scavare nel profondo della nostra interiorità e intimità, dandoci modo di condividere i nostri pensieri e il nostro lato più sensibile e umano.
Dalle parole di Daniel abbiamo avvertito che la libertà non deve essere un alibi per giustificare azioni moralmente, civilmente e giuridicamente sbagliate, bensì una condizione che non tutti possiedono e che dunque non è da sottovalutare, che consente di esprimerci nella nostra individualità e collettività, senza il timore di essere giudicati. Ovviamente nei limiti del rispetto del prossimo, delle regole e del contesto in cui ci troviamo.
Al termine del dibattito l’atmosfera, seppur silenziosa, era pregna di emozione, riflessioni interiori e di condivisione di quanto Daniel ci aveva appena regalato e consegnato sotto forma di testimonianza.
Personalmente ho visto Daniel come un ragazzo maturo e arricchito dalla parentesi difficile della sua vita da cui era reduce, a dimostrazione che i pregiudizi sono solo etichette immaginarie e inutili che la società media appiccica sulle persone classificandole e condannandole per ciò che hanno commesso e non per quello che in realtà sono, non curandosi di indagare sul perché l’hanno fatto e dimenticandosi innanzitutto che sbagliare è umano.

Questo ragazzo simboleggia la rivincita di chi sa di avere sbagliato ma vuole dare una svolta decisiva e definitiva alla sua vita. Simboleggia l’intelligenza e la grinta di chi nonostante tutto ha luminosità e la volontà di rimettersi in gioco e fa ricredere la gente su di sé, ma soprattutto fa ricredere se stesso, così da guardarsi allo specchio e dire “ce l’ho fatta!”.
Simboleggia il fatto che non è mai troppo tardi per cambiare e togliersi delle soddisfazioni, se lo si vuole veramente. Simboleggia che la cultura, la voglia di imparare e la fame di aggredire la vita e viverla al massimo delle proprie possibilità non ha età.
Simboleggia che nonostante il male che si può avere commesso, c’è sempre tempo per invertire la rotta e far del bene a se stessi e agli altri.
Simboleggia, infine, la libertà… perché, come capita spesso, non esiste individuo in grado di spiegare incarnare un concetto così vitale meglio di chi ne è stato privato e ha lottato per riottenerla e ripartire da capo.

Uno studente del Liceo

 

Seconda settimana di Quaresima – Preghiera del mattino per gli studenti delle Secondarie


 

Scuole Secondarie Collegio Bianconi – Monza

 

QUARESIMA 2020 – seconda settimana

 

SOTTO LO STESSO CIELO … CON LO STESSO SGUARDO

 

Cari ragazzi, desideriamo accompagnare le vostre giornate assicurando a voi e alle vostre famiglie la nostra vicinanza.

Ecco i testi che vogliamo condividere per sentirci insieme e pregare il Signore che ci ‘liberi dal male’ e ci dia la speranza di tornare a scuola più convinti della bellezza di essere insieme e di imparare dalla viva voce degli insegnanti, perché nessun software può sostituire l’esperienza della relazione personale.

 

lunedì 9 marzo

 

La Bibbia può essere paragonata a una lunga lettera che Dio ha scritto all’umanità, attraverso le parole del profeta Ezechiele ci comunica una verità importante: “Io non godo della morte del malvagio, dice il Signore, ma che si converta dalla sua malvagità e viva”. Quale cammino di conversione chiede a ognuno di noi il Signore in questa seconda settimana di Quaresima?

Certamente il primo passo da fare è metterci sotto il suo sguardo misericordioso; solo chi si sente amato e accompagnato dalla presenza di Dio alza lo sguardo al cielo e gli chiede aiuto.

Preghiamo oggi con le parole che ci suggerisce il nostro Arcivescovo Mario Delpini:

 

Benedici, Signore, la nostra terra, le nostre famiglie, le nostre attività.

Infondi nei nostri animi e nei nostri ambienti la fiducia e l’impegno per il bene di tutti, l’attenzione a chi è solo, povero, malato.

Benedici, Signore, e infondi fortezza e saggezza in tutti coloro che si dedicano al servizio del bene comune e a tutti noi: le sconfitte non siamo motivo di umiliazione o di rassegnazione,

le emozioni e le paure non siano motivo di confusione, per reazioni istintive e spaventate. La vocazione alla santità ci aiuti anche in questo momento a vincere la mediocrità,

a reagire alla banalità, a vivere la carità, a dimorare nella pace. Amen.

 

 

 

martedì 10 marzo

La scorsa settimana ci ha guidato nella preghiera la contemplazione del volto pieno di amore e di tenerezza di Maria, madre di Gesù e madre nostra nella fede.

Questa settimana vogliamo lasciarci convertire dallo sguardo di Gesù quando, nell’orto degli ulivi, viene arrestato dai soldati per essere processato e crocifisso.

Ascoltiamo il racconto dal vangelo di Matteo (Mt 26, 47-54)

Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: “Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!”. Subito si avvicinò a Gesù e disse: “Salve, Rabbì!”. E lo baciò. E Gesù gli disse: “Amico, per questo sei qui!“. Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono.

Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: “Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?

 

Preghiamo:

O Signore, la notte ha avvolto il cuore di Giuda.

Non ha visto nulla se non il suo egoismo: trenta miseri denari… e ha perso il vero Tesoro! Capita anche a noi di sentirci tanto bravi da poter fare da padroni anche su di Te, Signore, da starTi accanto per far bella figura senza ricambiare il tuo amore.

Capita anche a noi di non avere il coraggio di riconoscere il nostro errore, di consegnarlo a Te chiedendoti perdono.

Togli dai nostri volti ogni maschera, ogni falsità e illumina la nostra notte del Tuo Amore.

 

 

mercoledì 11 marzo

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Giotto – Cappella degli Scrovegni (PD) – IL BACIO DI GIUDA

Ci guida oggi nella preghiera l’affresco di Giotto dal titolo “il bacio di Giuda”. Guardiamolo puntando la nostra attenzione innanzitutto sui colori degli abiti dei diversi personaggi.

Giuda avvolge Gesù in un soffocante abbraccio: quel bacio è il segnale convenuto (“Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!”). Giuda tradisce; anche Pietro sta per tradire: gialli sono i mantelli di entrambi, ma il primo sarà ricordato dalla storia come il traditore, l’altro piangerà di pentimento, ecco perché il suo mantello è giallo-oro (l’oro è il colore della santità).

In primo piano, a destra, un sacerdote con l’abito rosso, quello che ha consegnato a Giuda i trenta denari, scruta la scena con sguardo maligno e indica Gesù.

Mentre tutti si muovono con affanno, Gesù è fermo al centro, con volto pacato: contempliamo l’intensità amorosa del suo volto.

 

Preghiamo oggi Dio Padre perché ci aiuti ad essere persone che sanno fermarsi e guardare il presente con occhio buono, positivo; persone che hanno nel cuore desideri e pensieri di bene.

Diciamo insieme: Padre nostro …

 

giovedì 12 marzo

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Giotto – Cappella degli Scrovegni (PD)- IL BACIO DI GIUDA, particolare

 

Contempliamo questa mattina l’incontro tra lo sguardo di Gesù e quello di Giuda.

L’occhio è la finestra del cuore: tagliente è lo sguardo di Giuda, nel suo cuore è entrata la forza del Male che ha abbruttito e deformato persino il suo volto.

Gesù, il Signore e il Maestro, ricambia il suo sguardo con infinita tenerezza: come tre anni prima lo aveva chiamato tra i dodici apostoli, così ora, in questo attimo supremo lo chiama di nuovo “Amico”.

 

Preghiamo:

Signore, talvolta ci sopravvalutiamo pensiamo di poter fare tutto da soli

di essere i migliori, di non aver bisogno di nessuno e tanto meno del tuo Amore.

Signore, guarda anche ciascuno di noi

con lo stesso sguardo d’Amore che hai avuto per Giuda,

perché il nostro cuore e le nostre parole abbondino di sincerità, di fiducia, di speranza.

 

 

 

venerdì 13 marzo

Nei venerdì del tempo di Quaresima facciamo memoria della morte in croce di Gesù. Guardando il Crocifisso ricordiamo oggi tutte le persone che soffrono per gli errori che hanno compiuto, per chi ha nel cuore il peso di aver commesso dei torti verso le persone che gli hanno voluto bene.

 

Vogliamo essere vicini a tutti loro con la preghiera perché possano comprendere che la misericordia di Dio è più grande di ogni loro peccato.

Diciamo insieme: Gloria al Padre …

 

 

2^ settimana di Quaresima